la fine di un sogno chiamato europa
Sono i referendum di Francia e Olanda i segni di una crisi irreversibile dell’Europa? La crisi è forse ancora più ampia, significativa di un declino ancora più grande dell’intero insieme di valori (democrazia, razionalità, apertura) sui quali furono costruite le nostre società? Quali opportunità e come preservarle dai pericoli? Come si relazionano tra loro diverse alternative di interpretazione del problema (lavoro e competitività, stabilità e welfare, allargamento, efficienza e legittimazione delle istituzioni)? Quanto è forte la relazione tra democrazia e competitività? Di che tipo di Costituzione abbiamo bisognone nel XXI secolo e quali furono i meriti e gli errori del trattato? Che tipo di Europa ci immagineremmo se potessimo ridisegnare radicalmente la sua mission e i suoi meccanismi? Quali dovrebbero essere i suoi confini? Da dove dovremo incominciare per coinvolgere seriamente i giovani, i segmenti mobili dell’opinione pubblica nella costruzione di una nuova Europa? Può la Presidenza inglese essere la giusta opportunità per sperimentare un nuovo metodo per portare avanti il progetto? Dopo i “no” di Francia e Olanda al Trattato costituzionale, il position paper di Vision dà il via a contributi internazionali sul futuro del “sognoeuropeo”. Ciascun articolo è un invito ai lettori a proporre ulteriori opinioni ed idee.
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La fine del sogno europeo a cura di Vision L'Unione europea è al limite del suo allargamento Borislav Gradinarov, (Sofia) Professore all’Institute for Philosophical Research, Bulgaria Un commento serbo sul futuro dell'Europa Aleksandra Bobic, (Belgrado) corrispondente dall’Italia del quotidiano serbo Vecernjenovosti, Serbia Alcuni commenti sul "no" francese Stéphane Andre, (Brussels), Funzionario della Commissione europea, Francia Un'Europa a due velocità. Finalmente Ann Mettler, (Brussels) Direttore esecutivo del Lisbon Council, Germania Riflessioni sulla crisi europea Menachem Rabinovitz, (Gerusalemme) Direttore del think tank Vision for Israel, Israele Europa: uno scontro di sogni Deniz Akkan, (Istanbul) PhD in EU Economics alla Università di Marmara, Turchia Tony d'acciaio Daniel Schwammenthal, (Brussels), editorialista del Wall Street Journal Europe, USA Dopo i "no" di Francia e Olanda Francesca Paci, (Torino), giornalista de La Stampa Il voto francese è una buona notizia per l'Europa Natalia Leshchenko, (Minsk) PhD alla London School of Economics, UK La nuova vecchia politica europea Richard Gowan, (Londra/New York), UK Il valore della solidarietà in Europa Lorenzo Zucca, (Firenze), ricercatore all’EUI, Italia Dopo il referendum francese Riccardo Venturi, collaboratore di Reset, Francia La necessità di una scossa profonda Bernardo De Miguel, giornalista di Cinco Dias, Spagna
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