La fine di un sogno chiamato Europa
Sono i referendum di Francia e Olanda i segni di una crisi irreversibile dell’Europa?
La crisi è forse ancora più ampia, significativa di un declino ancora più grande dell’intero insieme di valori (democrazia, razionalità, apertura) sui quali furono costruite le nostre società? Quali opportunità e come preservarle dai pericoli? Come si relazionano tra loro diverse alternative di interpretazione del problema (lavoro e competitività, stabilità e welfare, allargamento, efficienza e legittimazione delle istituzioni)? Quanto è forte la relazione tra democrazia e competitività? Di che tipo di Costituzione abbiamo bisognone nel XXI secolo e quali furono i meriti e gli errori del trattato? Che tipo di Europa ci immagineremmo se potessimo ridisegnare radicalmente la sua mission e i suoi meccanismi? Quali dovrebbero essere i suoi confini? Da dove dovremo incominciare per coinvolgere seriamente i giovani, i segmenti mobili dell’opinione pubblica nella costruzione di una nuova Europa? Può la Presidenza inglese essere la giusta opportunità per sperimentare un nuovo metodo per portare avanti il progetto? Dopo i “no” di Francia e Olanda al Trattato costituzionale, il position paper di Vision dà il via a contributi internazionali sul futuro del “sognoeuropeo”. Ciascun articolo è un invito ai lettori a proporre ulteriori opinioni ed idee. TORNA INDIETRO
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