Da Giovanna a Gabbo

Corrado Giustiniani*

Ci fischiano le orecchie. La stampa internazionale accusa la classe politica italiana, e indirettamente i nostri mezzi d'informazione, di cavalcare la paura. Scrive l'Economist nel numero in edicola questa settimana: «La recente isteria attorno agli immigrati romeni dice molto sull'Italia e sullo stato fragile della sua politica». Sul quotidiano tedesco Die Tageszeitung Michael Braun affonda il coltello: «Una politica che dà peso alle paure non contribuisce ad aumentare la sensazione di sicurezza. Anzi, fa credere alla gente che la situazione sia drammatica». E dagli Stati Uniti arriva il commento del Wall Street Journal, il più importante quotidiano economico del mondo, da sempre conservatore e ancor più dal 1 agosto scorso, quando il magnate australiano Rupert Murdoch lo ha acquistato: «I crimini commessi da romeni in Italia sono una faccenda che interessa le autorità di sicurezza e la magistratura, esattamente come i crimini commessi da chi in Italia c'è nato. Attenzione a quei politici ambiziosi che cercano di sfruttare la questione della nazionalità ».

La tragica morte del giovane Gabriele Sandri, colpito da un proiettile esploso dalla pistola di un poliziotto, e la guerriglia urbana scatenata dai tifosi a Roma, assieme ai tafferugli di Bergamo, hanno improvvisamente distolto l'attenzione dall'assassinio brutale di Giovanna Reggiani. Sradicando la facile illusione che per risolvere il problema della sicurezza in Italia bastino espulsioni di massa di immigrati, ancorché vietate dalle norme europee. Gli stranieri legali, da noi, sono quasi 4 milioni e nell'ultimo anno imprese e famiglie ne hanno assorbiti ben 700 mila. Abbiamo bisogno più che mai di loro, e loro di noi. La nuova convivenza è un fatto irreversibile. Occorre offrire a tutti l'opportunità di integrarsi. Sarà così più facile isolare chi rifiuta la legalità.

Roma 15 novembre 2007

*Corrado Giustiniani, inviato speciale del Messaggero, autore di “Fratellastri d'Italia” e “Vivere Insieme”.



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